Storie

STORIE

Quando Ernest Hemingway scoprì Watamu

Due giorni per la pesca del marlin e un bagno nella blue lagoon

24-08-2017 di Antonio Altieri

Aveva quasi 35 anni, il grande scrittore americano Ernest Hemingway, quando vide per la prima volta il Kenya.
Lui, grande viveur e appassionato di emozioni forti, cacciatore di donne e di animali, si era da poco tempo appassionato di pesca d'altura.
Dalla villa in Florida, con la barca Pilar, acquistata con i proventi dei primi romanzi pubblicati in patria, decise di effettuare una spedizione nel cuore dell'Africa, dove avrebbe potuto abbinare la passione per la pesca del marlin e dello squalo alla caccia grossa.
Questa volta, però, la moglie Pauline decise di accompagnarlo, tanta era la curiosità per una terra sempre immaginata e così mitica e lontana.
Atterrata a Nairobi nell'inverno del 1933, la coppia si fermò dapprima per un safari alle Tahita Hills e nell'attuale Tsavo Ovest (dove prenderà spunto per il suo racconto lungo "Verdi Colline d'Africa"). L'idea era quella di scendere fino a Mombasa, ma una forte dissenteria costrinse lo scrittore a tornare a Nairobi per curarsi. Una volta ristabilitosi, Hemingway fu convinto a tornare al cospetto del Kilimanjaro, in un epico viaggio che avrebbe descritto nel libro intitolato proprio "Le nevi del Kilimanjaro".
Ma veniamo alla parentesi costiera: dopo il safari al cospetto della montagna più alta d'Africa (a proposito, si dice che fu lui ad introdurre il termine "safari" nella terminologia inglese e poi mondiale per intendere un'escursione africana), discese fino a Mombasa e qui conobbe alcuni inglesi allo Yachting Club. 
Dalla città-isola prese una barca per una prima sessione di pesca allo squalo, ma non rimase soddisfatto.
Uno degli organizzatori di escursioni, Olivier Rees, lo convinse a puntare più a nord, verso Malindi.
Hemingway soggiornò al Blue Marlin Hotel e organizzò due giornate di pesca d'altura.
Dal porto di Malindi, uscendo dalla barriera corallina, Hemingway incontrò finalmente i marlin ma soprattutto, verso la fine della giornata, scoprì la meraviglia incontaminata della blue lagoon di Watamu e si concesse una nuotata indimenticabile.
Acqua cristallina, vegetazione lussureggiante, baobab sugli isolotti a poche decine di metri dalla riva.
Un paradiso che restò nel suo cuore e del quale mai riuscì a scrivere, a differenza di quanto fece con la savana e del suo mal d'Africa.
Come appuntò in seguito: "Non riuscivo a convincermi che fossimo di colpo arrivati in un paese così meraviglioso, un paese dal quale si doveva uscire come da un sogno, felici di aver sognato".

TAGS: Hemingway WatamuHemingway Kenya

I giovani l'hanno scelta come meta prediletta per il Kite Surf. Il vento è cambiato da una settimana, il kaskazi estivo nel primo mese soffia forte e permette nella lunga striscia di oceano protetta dalla barriera corallina, dalla Hemingway Bay...

LEGGI TUTTO

Da antiche scritture arabe, si sa che la foresta di Arabuko si estendeva da appena fuori Malindi fino quasi a Kilifi ed era popolata da belve feroci, serpenti velenosi (cobra soprattutto) ed elefanti, che spesso arrivavano fino alle spiagge inesplorate...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Malindi è una cittadina che si affaccia sulle rive dell’Oceano Indiano, situata a 120 km circa da Mombasa e a poche miglia dalla foce del fiume Sabaki, che nel suo alto corso viene chiamato Galana ed è di fatto il...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO