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NATURA

Safari ad energia elettrica per emozioni ancora più intense

Azienda keniana-svedese converte i fuoristrada

22-09-2021 di redazione

Safari “elettrici” nella riserva del Maasai Mara, paradiso numero uno nel mondo per gli amanti della natura selvaggia.
Ma l’elettricità non è solo quella delle forti emozioni che arrivano al cuore con una carica di bellezza e coinvolgimento, si tratta dell’introduzione, da parte di una società keniana-svedese, dei primi fuoristrada con motore elettrico. Una rivoluzione che potrebbe cambiare il modo di fare safari e allo stesso tempo proteggere ulteriormente animali e ambiente.
Senza contare il risparmio: le batterie in ricarica (anche eventualmente con un generatore) garantiscono un risparmio di quasi la metà delle spese di locomozione, senza considerare che il prezzo del carburante è in continuo aumento e che è allo studio la possibilità di caricare le batterie utilizzando i pannelli solari, attivando così un circuito totalmente ecosostenibile.
L’azienda Opibus, fondata nel 2017 a Nairobi, si è specializzata nella conversione di veicoli da safari, sia diesel che benzina, all’energia elettrica. Quindi non si tratta di nuovi fuoristrada, ma si può rendere “ibrido” o completamente elettrico un Land Cruiser della Toyota o una Land Rover.
Così sono apparse le prime Land Cruiser e gli animali sembrano averle battezzate nella maniera migliore. Come racconta il driver e guida turistica specializzata Sylvester Mukenye all’agenzia Reuters: “Guidando in silenzio, ovviamente ci si può avvicinare molto di più agli animali, specialmente agli elefanti, perché non essendoci vibrazioni sul terreno né fumi del combustibile nell’aria, sono meno disturbati ed è capace anche che si avvicinino con curiosità al mezzo”.
Così, racconta Mukenye, avviene con i leoni ed altre specie animali.
In poco tempo, come conferma la Opibus, sono già 10 in Kenya i veicoli “off road” convertiti e alimentati interamente da batterie elettriche, di cui tre già operativi nel Maasai Mara.
L’azienda di Nairobi, per la conversione, utilizza quanto più possibile materiali fabbricati in Kenya.
Chi lavora nel campo dei safari, ama la natura e la sua conservazione come dice e vuole vivere e far vivere esperienze ancora più intense e vere ai suoi clienti, faccia un pensierino almeno all’ibrido.

(foto tratta dalla pagina Facebook di Opibus)

TAGS: safari Kenyaecosostenibilitá Kenyasafari Masai Mara

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