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Viola e Federico, cuori in Kenya e anima del Kobe

Lui in Africa da sempre, lei a Watamu per amore e crescita professionale

07-08-2017 di Leni Frau

“Intrecciare il rapporto personale con quello professionale non è facile, ma in un luogo d’incanto come Watamu tutto diventa più agevole”.
Questo è il pensiero comune di Federico e Viola, compagni nella vita e anime del  “Kobe Suite Resort”.
Federico Bertoni, che tra qualche giorno compirà trent'anni, è cresciuto in Kenya.
Il suo asilo è stato un villaggio turistico, il giardino di casa la savana.
Sia mamma Paola che papà Guido lavorano da sempre nell’ambito del turismo e il battesimo con l'Africa avviene a tre mesi.
Da allora la sua infanzia felice è un'escursione tra il Tropical Village di Malindi dove la madre collaborava con il tour operator Francorosso, e il Temple Point di Watamu di cui il padre era direttore.
Un keniota italiano (tranne una breve esperienza in Marocco dai 6 agli 8 anni), che frequenta con successo le scuole a Nairobi e per le vacanze si gode la costa swahili, dove i genitori continuano ad essere impegnati nel turismo.
Finiti gli studi nella Capitale, Federico decide di intraprendere un corso universitario di Management Alberghiero  in Inghilterra, a Manchester.
“E' stata la scelta più giusta, quella di cui vado più fiero - racconta il giovane manager - proseguire gli studi e prendere la specializzazione in Inghilterra ha indirizzato la mia vita verso un percorso professionale che non smette di stimolarmi".
A Manchester Federico si diverte e alla fine degli studi avrebbe la possibilità di fermarsi e lavorare, ma il richiamo dell'Africa è troppo forte.
"Il clima e il mare, elemento fondamentale della mia vita - ammette il direttore del Kobe - e quel senso di libertà unico mi hanno convinto".
Tornato in Kenya sei anni fa, decide di mettersi alla prova nella gestione del ristorante “Come Back” di Watamu, l’anno dopo approda nel villaggio “di famiglia” Garoda Resort con le mansioni di responsabile del food and beverage.  
E qui il Cupido equatoriale scocca la freccia che arriva dritta dal meraviglioso cielo d'Africa.
Al Garoda infatti c'è Viola Paganessi, giovane e dinamica animatrice alla sua prima stagione in Kenya dopo diverse esperienze lavorative in villaggi italiani, ma anche come aiuto cuoca, cameriera e barlady.
Oggi Federico e Viola sono una coppia solare con le stesse ambizioni professionali e la voglia di crescere insieme a Watamu.
“La mia scelta di vivere in Kenya è stata senza dubbio condizionata dall’incontro con Federico - spiega Viola, bergamasca di Clusone - ma nel contempo mi é arrivata la proposta di una crescita professionale a cui non ho potuto rimanere indifferente, la gestione del Kobe, proprio con Federico. Da adolescente avevo un sogno ricorrente, uno di quei sogni che ti sembrano così impossibili da realizzare: poter aprire un piccolo bar ristorante sulla spiaggia”.
Da bar ristorante che si affaccia davanti alla splendida baia Garoda, il Kobe diventa un elegante suite resort e i due giovani vengono coinvolti anche nella gestione della piccola struttura alberghiera, che è una delle eccellenze che stanno innalzando turisticamente di livello Watamu.  
E qui si dividono i compiti e condividono la passione e l’amore per questo posto e per il Kenya.
Per Federico l’amore per l’Africa era quasi scontato, trasmesso dal cordone ombelicale della mamma.
“La costa keniana ha qualcosa di speciale, di unico - è il suo pensiero - è un insieme di fattori che creano uno stato di benessere del corpo e dell’anima che ti fa sentire parte integrante del luogo. Devi capire la gente del posto, rispettarla e approfondirne la conoscenza, senza superficialità e presunzione”. 
E' così che Federico si trova a fare anche un po' da maestro a Viola. Oltre ad introdurla al lavoro che sarebbero andati ad affrontare insieme, la contagia piano piano di quell'agrodolce sensazione che per semplificare chiamano "mal d'Africa".  
"Grazie a lui ho capito la magia di questo posto e che non bisogna mai dare nulla per scontato - ammette Viola  - Qui ti devi mettere nelle condizioni di imparare sempre qualcosa e di farti sorprendere nel bene e nel male da ciò che ti circonda". 
Federico la prende un po’ in giro, rivelando: ”Era un po' terrorizzata dal cambiamento di lavoro, come dovesse avvenire in lei una mutazione genetica: dalle cellule di animatrice, alle cellule dell'ospitalità albeghiera. Ma grazie alla sua intelligenza, testardaggine e perseveranza è diventata un’ottima padrona di casa.”
Oggi Viola è il volto, il sorriso, il punto di riferimento del Kobe Suite Resort.
Il suo lavoro si svolge in gran parte a contatto con il pubblico, e solo in minima parte dietro le quinte dell'ufficio.
"I clienti hanno bisogno di essere coccolati, ascoltati - dice - Sono qui in vacanza e si meritano il massimo".
Il Kobe è fatto “su misura” per chi vuole godere di queste coccole ed entrare in sintonia con la passione e il credo professionale dei due fidanzati, a cui viene naturale fare dell'ospitalità e dell'accoglienza il punto di forza del Kobe. Ragazzi empatici e altruisti a cui piace stare in mezzo alle persone, lavorare per i turisti e poterli soddisfare. Per questo motivo sono sempre alla ricerca di novità da proporre ai clienti affezionati.
"Quest'anno abbiamo arricchito il menu con nuove creazioni e studiato la presentazione dei piatti - spiega la padrona di casa - sono molto orgogliosa dei crostini neri con crema di avocado e gamberi e del carpaccio di pesce vela affumicato servito con ananas, foglie di basilico e una marinatura di lime e zenzero.
“Sono molto perfezionista, forse troppo - ammette Viola - voglio sempre essere presente ovunque, in cucina, tra i tavoli alla reception... insomma forse esagero, ma sono fatta così. Sono impulsiva, a volte mi infiammo e qui entra in campo il mio equilibratore, Federico. Lui è sicuramente più saggio e diplomatico di me. Anche con lo staff sono molto severa, pretendo molto dal personale ma sono poi capace di ridere e scherzare quando è il momento. All'inizio non è stato facile impormi, essendo donna e più giovane di molti di loro, ma ora si è creata una bella squadra di lavoro e sono contenta e soddisfatta dei miei ragazzi“.
Federico annuisce e con orgoglio guarda la sua "allieva" raccontarsi.
"Si è sempre approcciata con umiltà, non ha mai esitato a chiedermi qualsiasi cosa, questo l’ha resa insostituibile in questo ruolo - conferma il "maestro" - se proprio dovessi trovarle un difetto, è una donna che non vede mai un bel cerchio chiuso, ma solo linee rette: quando si mette in testa una cosa deve raggiungerla a qualsiasi costo, con inflessibile testardaggine".
Capirsi e aver capito questo luogo, con questa passione e una bella maturità, il Kobe Suite Resort e Watamu hanno il loro valore aggiunto! 

TAGS: Federico BertoniViola PaganessiKobe suite ResortKobe Watamu

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