Ultime Notizie

AMBIENTE

Aumento esponenziale di corvi, un piano per eradicarli

Donazioni per reintrodurre un prodotto vietato dal Governo

19-04-2021 di redazione

I corvi aumentano a dismisura sulla costa e i residenti tornano ad organizzarsi, come già accaduto una ventina d’anni fa, per ristabilire il giusto equilibrio biologico controllandone la riproduzione.
La cornacchia indiana, conosciuta come Indian House Crow, ama vivere dove l’uomo produce rifiuti e non li smaltisce. Per questo motivo, lo sviluppo poco sostenibile di Mombasa prima, e di Malindi, Watamu e Kilifi ultimamente, hanno rappresentato l’ambiente ideale per questi uccelli che sono pericolosi per la trasmissione di malattie, per cacciare altri esemplari autoctoni più gradevoli, cibandosi delle loro uova sulle piante, oltre che per il fastidio che recano specialmente nelle prime ore dall’alba con il loro gracchiare.
Senza contare la minaccia per il turismo, essendo spesso presenti in hotel e ristoranti dove ci sia cibo sui tavoli e in giro. La loro presenza sempre più evidente non è affatto una bella cartolina della costa keniana.
Anche se non sono indigeni dell'Africa orientale (arrivarono a Mombasa dalle navi che sbarcavano dall’Asia negli anni Quaranta) ormai hanno trovato le coste swahili come ambiente ideale per riprodursi ed alimentarsi.
Sono veri parassiti invasivi che si nutrono prevalentemente di spazzatura, ma anche di altri animali morti o di carcasse e resti di pesci sulle spiagge, essendo praticamente onnivori.
Così ora per fronteggiare l’aumento esponenziale dei corvi, è stato creato un piano nazionale per eradicarli dal Kenya, che prevede la reintroduzione di un prodotto, Starlicide, che ne limita le nascite uccidendo le uova.
Tra il 1999 e il 2005, A Rocha Kenya, un'organizzazione di conservazione, ha sperimentato l'uso di questo veleno speciale progettato per uccidere i parassiti aviari.
Secondo il direttore dell’organizzazione, Starlicide ha funzionato bene per controllare la popolazione degli uccelli in quel periodo. Il Governo, tuttavia, ha vietato il veleno nel 2005, una mossa che da allora ha visto un aumento della popolazione e della diffusione degli uccelli.
"Starlicide ha funzionato bene in altri paesi nell'eradicazione degli uccelli invasivi –spiega Jackson - Il veleno è progettato solo per sradicare gli uccelli invasivi e non ci sono morti secondarie dopo. Il veleno è costoso e da allora abbiamo fatto una proposta di finanziamento per sradicare gli uccelli”.
La reintroduzione dello Starlicide è un processo in corso, che coinvolge anche enti governativi che già in tempi non sospetti si sono schierati contro la propagazione delle cornacchie indiane, che ora stanno puntando all’entroterra, approfittando del popolamento lungo l’autostrada Mombasa-Malindi, dopo che per tanti anni il parco nazionale dello Tsavo ha fatto da filtro, essendo scarsamente popolato ed ecologicamente intatto.
“Siamo ora nel processo finale di importazione e test dell'avicida Starlicide in modo che possa essere formalmente approvato come metodo di controllo delle cornacchie in Kenya – spiega il coordinatore nazionale del progetto Nick Trent - Stiamo lavorando per raccogliere il maggior numero di fondi per un programma quinquennale di eradicazione, che speriamo diventi una realtà nel prossimo futuro una volta che avremo superato l'incertezza che il Covid 19 ha gettato sul mondo dei donatori internazionali.
Nel frattempo, con l'interesse e l'incoraggiamento dei residenti della costa, ora ci rivolgiamo particolarmente a loro per unirsi a noi nel raccogliere collettivamente i fondi necessari per la prossima fase del programma di eradicazione, che è quella di importare, testare e ottenere l'approvazione ufficiale per Starlicide da utilizzare in Kenya per sradicare e controllare gli House Crows. Il nostro obiettivo è che con l’aiuto di tutti possiamo completare il processo di approvazione dello Stalicide mentre continuiamo a cercare finanziamenti per il programma quinquennale di eradicazione. Quando arriveranno i finanziamenti quinquennali, saremo un passo avanti e pronti a passare direttamente al programma principale”.
Per aiutare il National House Crow Eradication Project, cliccate sul link qui sotto che vi porterà al sito di 'Crows No More', dove, attraverso la piattaforma di donazioni M-Changa, collegata anche con il servizio M-Pesa, potrete donare direttamente e condividere il progetto con i vostri contatti, e prenderne visione.  Link per donare a M-Changa: https://secure.changa.co.ke/myweb/share/41236 vivere dove l’uomo produce rifiuti e non li smaltisce. Per questo motivo, lo sviluppo poco sostenibile di Mombasa prima, e di Malindi, Watamu e Kilifi ultimamente, hanno rappresentato l’ambiente ideale per questi uccelli che sono pericolosi per la trasmissione di malattie, per cacciare altri esemplari autoctoni più gradevoli, cibandosi delle loro uova sulle piante, oltre che per il fastidio che recano specialmente nelle prime ore dall’alba con il loro gracchiare.
Senza contare la minaccia per il turismo, essendo spesso presenti in hotel e ristoranti dove ci sia cibo sui tavoli e in giro. La loro presenza sempre più evidente non è affatto una bella cartolina della costa keniana.
Anche se non sono indigeni dell'Africa orientale (arrivarono a Mombasa dalle navi che sbarcavano dall’Asia negli anni Quaranta) ormai hanno trovato le coste swahili come ambiente ideale per riprodursi ed alimentarsi.
Sono veri parassiti invasivi che si nutrono prevalentemente di spazzatura, ma anche di altri animali morti o di carcasse e resti di pesci sulle spiagge, essendo praticamente onnivori.
Così ora per fronteggiare l’aumento esponenziale dei corvi, è stato creato un piano nazionale per eradicarli dal Kenya, che prevede la reintroduzione di un prodotto, Starlicide, che ne limita le nascite uccidendo le uova.
Tra il 1999 e il 2005, A Rocha Kenya, un'organizzazione di conservazione, ha sperimentato l'uso di questo veleno speciale progettato per uccidere i parassiti aviari.
Secondo il direttore dell’organizzazione, Starlicide ha funzionato bene per controllare la popolazione degli uccelli in quel periodo. Il Governo, tuttavia, ha vietato il veleno nel 2005, una mossa che da allora ha visto un aumento della popolazione e della diffusione degli uccelli.
"Starlicide ha funzionato bene in altri paesi nell'eradicazione degli uccelli invasivi –spiega Jackson - Il veleno è progettato solo per sradicare gli uccelli invasivi e non ci sono morti secondarie dopo. Il veleno è costoso e da allora abbiamo fatto una proposta di finanziamento per sradicare gli uccelli”.
La reintroduzione dello Starlicide è un processo in corso, che coinvolge anche enti governativi che già in tempi non sospetti si sono schierati contro la propagazione delle cornacchie indiane, che ora stanno puntando all’entroterra, approfittando del popolamento lungo l’autostrada Mombasa-Malindi, dopo che per tanti anni il parco nazionale dello Tsavo ha fatto da filtro, essendo scarsamente popolato ed ecologicamente intatto.
“Siamo ora nel processo finale di importazione e test dell'avicida Starlicide in modo che possa essere formalmente approvato come metodo di controllo delle cornacchie in Kenya – spiega il coordinatore nazionale del progetto Nick Trent - Stiamo lavorando per raccogliere il maggior numero di fondi per un programma quinquennale di eradicazione, che speriamo diventi una realtà nel prossimo futuro una volta che avremo superato l'incertezza che il Covid 19 ha gettato sul mondo dei donatori internazionali.
Nel frattempo, con l'interesse e l'incoraggiamento dei residenti della costa, ora ci rivolgiamo particolarmente a loro per unirsi a noi nel raccogliere collettivamente i fondi necessari per la prossima fase del programma di eradicazione, che è quella di importare, testare e ottenere l'approvazione ufficiale per Starlicide da utilizzare in Kenya per sradicare e controllare gli House Crows. Il nostro obiettivo è che con l’aiuto di tutti possiamo completare il processo di approvazione dello Stalicide mentre continuiamo a cercare finanziamenti per il programma quinquennale di eradicazione. Quando arriveranno i finanziamenti quinquennali, saremo un passo avanti e pronti a passare direttamente al programma principale”.
Per aiutare il National House Crow Eradication Project, cliccate sul link qui sotto che vi porterà al sito di 'Crows No More', dove, attraverso la piattaforma di donazioni M-Changa, collegata anche con il servizio M-Pesa, potrete donare direttamente e condividere il progetto con i vostri contatti, e prenderne visione.  Link per donare a M-Changa: https://secure.changa.co.ke/myweb/share/41236

TAGS: cornacchie kenyaprogetto kenyaambiente kenyacorvi kenya

Il sito internet e il progetto parlano chiaro: sorgerà a Watamu il più alto grattacielo del Kenya, a forma di tronco di palma.
Si chiamerà "Palmexotjca", sorgerà sulla...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Proseguiamo la nostra visita alle realtà solidali italiane nella zona di Watamu, con un piccolo ma significativo progetto andato a segno a Timboni.
Si tratta della nursery costruita dall'associazione "My name is help" di Bergamo.
La S.P.& K. nursery school...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Un'altra opera di solidarietà nel campo dell'istruzione e della sanità a Watamu da parte della Onlus italiana "Mai più violenza infinita".
L'associazione presieduta da Virginia Ciaravolo ha concluso il suo terzo progetto umanitario a Watamu, con la collaborazione di Expoitaly. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Il piccolo e meraviglioso lago Kamnarok è a rischio prosciugamento e i coccodrilli sono i primi a soffrirne, ora un progetto europeo tenta di salvarlo e riportarlo al suo antico splendore.

LEGGI TUTTO

Una grande soddisfazione per il lavoro che da anni la Watamu Marine Association porta avanti per la tutela dell'ambiente marino nella nostra splendida località turistica.
In ...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Una grande giornata per dimostrare che tutti a Watamu tengono all'ambiente e alla pulizia della propria bianchissima e bellissima spiaggia.
Dalla Jacaranda Bay (con l'omonimo resort in testa tra i partecipanti alla giornata) al Temple Point, tutta la costa della...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Jacaranda Beach Resort da un po' di tempo a questa parte a Watamu non è solo sinonimo di turismo e di accoglienza, con la bellezza del suo mare e la qualità dei suoi servizi, ma soprattutto per la popolazione locale...

LEGGI TUTTO E GUARDA LE ALTRE FOTO

Liberare i laghi da una pianta infestante che limita la riproduzione dei pesci e allo stesso tempo creare biocarburante per limitare l’uso del carbone nelle cucine delle aree rurali.

LEGGI TUTTO

La tutela di cani e gatti a Watamu diventa una “No profit” e apre un “rifugio” per sfamare e sterilizzare i migliori amici dell’uomo.
L’idea è ...

LEGGI L'ARTICOLO

Si preparano un'estate rovente e un autunno caldo di riprese tra piccolo e grande schermo per Watamu.
Una promozione che arriva dall'amore per il Kenya del regista Francesco Malavenda, sempre più impegnato tra Italia, Kenya e Principato di Monaco, e...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Un grave lutto ha colpito la comunità di Watamu e la solidarietà in Kenya. 
E' mancato dopo lunga malattia, all'età di 68 anni, Mario Rossi, ideatore e fondatore della Marafiki Primary School sull'isola di Kadaina nel Mida Creek, progetto che...

LEGGI TUTTO

La passione per il Kenya, l'incanto di Watamu e l'incontro con la gente del posto possono fare piccoli miracoli.
Come ad esempio aiutare a far nascere dal nulla una scuola, dove le possibilità di avere un'educazione decente sono minime.
 

LEGGI LA STORIA E GUARDA LA FOTOGALLERY

Ricomincia la stagione e potrebbe essere il momento giusto per pensare di aprire un'attività a Watamu, cittadina turistica tra le più apprezzate e richieste dell'intera costa orientale africana. E' in vendita infatti a...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La foresta di Arabuko-Sokoke, che si estende tra l’entroterra di Malindi e quello di Watamu e Kilifi, è stata inserita nelle riserve della ...

LEGGI L'ARTICOLO

Chi vive e soprattutto lavora a Watamu non può ignorare un evento importantissimo per l'ambiente e per conservare lo splendore della cittadina turistica e del suo lungomare.
Sabato 17 settembre cade l'International Coastal Beach Clean Up, la giornata mondiale della...

LEGGI TUTTO

Un'iniziativa ormai periodica che coinvolge i residenti di Watamu, organizzata dal Kenya Wildlife Service in collaborazione con le principali associazioni che si occupano di...
  

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO