Ultime Notizie

LUOGHI

Shimoni, il luogo delle caverne degli schiavi

Un antro che ricorda le tirannie sugli africani

29-06-2021 di redazione

Shimoni in lingua swahili significa letteralmente "posto della caverna".
Spesso i villaggi del Kenya prendono il nome dai motivi per cui si sono formati o sono nate aggregazioni ai bordi delle strade che iniziavano ad essere vie di commercio, specie quelle marittime.
Nel caso di Shimoni, paese della costa sud a pochi chilometri dal confine con la Tanzania, la presenza ancestrale delle caverne, che un tempo erano luogo di culto e di riti sacri delle popolazioni animiste, ha dato il nome all’intera zona.
Oggi si può visitare solo una parte di queste caverne, quella che anticamente era una vastissima grotta marina che si poteva raggiungere via barca. Ma moltissime erano le cavità naturali, di origine carsica, sparse nell’immediato entroterra. Alcune di loro erano collegate da tunnel e permettevano alla popolazione di nascondersi e barricarsi per proteggersi dai nemici, o di coltivare usanze legate all’esoterismo e alla magia nera.
Oggi le caverne più vicine all’oceano sono visitabili e fanno parte di un museo gestito dalla comunità locale che ricorda la drammatica epopea della schiavitù araba sulla costa del Kenya.
Qui a Shimoni, come in altre località ben identificabili da luoghi di detenzione in catene e musei, tra cui Bagamoyo in Tanzania e Takaungu vicino a Kilifi, i sultani di Zanzibar inviavano le loro navi per catturare gli indigeni e rivenderli ai mercanti omaniti e persiani, impiegarli sui grossi velieri e in lavori pesanti legati al traffico del legname, delle pietre e delle spezie. La tratta degli schiavi è iniziata nel XII secolo circa, e fondamentale fu l'apporto del sultanato di Zanzibar per procacciare i giovani bantù. Vi erano veri e propri mercati e a volte i mercanti si spingevano anche nell'entroterra per catturarli o attirarli con false promesse di lavoro e guadagno.
Le catene cementate nella roccia delle caverne di Shimoni raccontano le condizioni disumane in cui gli schiavi africani venivano tenuti in attesa che arrivassero le imbarcazioni arabe a prenderli.
Le vasche di pietra dove venivano immersi e nutriti a datteri e niente altro e dove la luce penetrava appena, senza possibilità di fuga, sono visitabili in antri pieni di stalagmiti ed improvvise lagune, e sede di rare specie di pipistrelli.
Un luogo da visitare non tanto per la particolarità di queste grotte, ma per conoscere la storia nemmeno troppo lontana del Kenya e riviverla nella scenografia originale dove tutto questo accadeva.
Shimoni si raggiunge da Mombasa prendendo la strada per Ukunda e proseguendo ancora dritto per 30 chilometri circa dopo il bivio per la rinomata località turistica di Diani. Al bivio segnalato, dopo la grande fabbrica di zucchero di Ramisi, si abbandona la strada principale girando a sinistra.
Dal 2019 la strada di 12 km per arrivare a Shimoni è asfaltata.
Il prezzo per l’ingresso alle caverne con guida è di Kes. 400 per turisti e Kes. 200 per residenti.
Shimoni è nota e vale una visita anche per il suo parco marino pieno di delfini e per l’isola di Wasini, dove si possono gustare buonissimi ed enormi granchi e si può fare un interessante giro a piedi.  

TAGS: shimonistoria kenyaschiavi kenyacosta kenya

Si chiamava "Jumba La Mtwana", dove "jumba" in kiswahili significa "casa".
Era una cittadella araba sorta nel ...

LEGGI L'ARTICOLO

Uno dei simboli della costa keniana è senza dubbio il dhow, la tipica imbarcazione swahili.
Un tempo solo a vela, oggi anche col supporto del motore, il dhow da classico mezzo di lavoro per pescatori con l’avvento del turismo...

LEGGI TUTTO

Kuki Gallmann aveva “una storia da raccontare”.
Questo romanzo è la sua storia.

LEGGI TUTTO

Non più tardi di cinque anni fa a Nairobi girava la storia (che da più parti assicurano fosse vera) che un Ministro del Governo ed addirittura alcuni dirigenti del Ministero del Turismo non fossero al corrente dell'esistenza di Watamu.
Per...

LEGGI TUTTO

L'incredibile storia di Robin Cavendish raccontata in questo film uscito nel 2017, il cui titolo originale é "Breathe".
Si tratta di una produzione hollywoodiana che ha per protagonista il giovane Andrew Garfield (Spider Man, The social network) che interpreta il protagonista di una storia...

LEGGI TUTTO

Situato tra i laghi Naivasha e Nakuru, per quanto piccolo, il lago Elmenteita (conosciuto anche come Elemantaita) è uno dei più importanti della Great Rift Valley in Kenya, in quanto è il terreno di riproduzione e di alimentazione per molte...

LEGGI TUTTO

Molti di coloro che conoscono la storia del Kenya sono convinti che il cristianesimo fu portato qui dai missionari tedeschi che aprirono la prima missione cattolica a...

LEGGI TUTTO

C'è una storia antica, a duecento metri dall'alto ponte sul creek di Kilifi, lungo l'autostrada Mombasa-Malindi, sulla riva meridionale, proprio dove si trova il vecchio imbarcadero dei traghetti. 
In cima alla collina si può....

LEGGI L'ARTICOLO

La storia del primo cinese che approdò sulle rive dell'Oceano Indiano ha seicento anni.
Era infatti il 1417, secondo gli studiosi di Pechino che hanno recentemente pubblicato un volume sui viaggi dei grandi navigatori orientali, quando Zeng He con...

LEGGI TUTTO

Arriva da Watamu la storia della tartaruga Sasha (così è stata ribattezzata dai suoi salvatori) che non ha voluto tornare a nuotare nel suo mare, l'Oceano Indiano, perché ancora non era guarita del tutto.
La vicenda è stata raccontata dal...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

I kenioti hanno eletto “Stellah” la canzone d’amore più bella di sempre in Kenya.
Niente a che vedere, né musicalmente né poeticamente con l’eterna Malaika (che per il vero non si sa ancora se sia un pezzo tradizionale tanzaniano o...

LEGGI TUTTO

Spesso sulle bancarelle dei mercati locali della costa del Kenya trovate una varietà di verdura che potrebbe assomigliare a piccole zucchine, ma se poi la vedete da vicino, con le sue scanalature e la forma leggermente allungata sulla punta, capite...

LEGGI TUTTO

Malindi è una cittadina che si affaccia sulle rive dell’Oceano Indiano, situata a 120 km circa da Mombasa e a poche miglia dalla foce del fiume Sabaki, che nel suo alto corso viene chiamato Galana ed è di fatto il...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Mombasa è sicuramente la città più antica del Kenya e uno dei porti storici dell’Africa Orientale. Gli altri approdi citati già nel decimo secolo dopo Cristo dai primi navigatori, sono oggi rovine di città (come Kilwa in Tanzania o Sofala...

LEGGI TUTTO

Dalle "kibanda" di Watamu al magnifico scenario di Piazza Plebiscito a Napoli, per sfilare in un galà della moda accanto a stilisti affermati a livello mondiale come Rocco Barocco.
Questa la storia dei capi d'abbigliamento delle sartine di Watamu aiutate...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Come una bellissima signora separata da poco, è bastato un tocco magico, un po' di sano restyiling ed eccola tornare più affascinante e bella di prima, e di certo più disponibile. 
Questo è accaduto anche al Lily Palm Resort, l'hotel...

LEGGI TUTTO